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Indice di scritti e discorsi sul tema della città.

anni 1990/1999

  • “Perugia”, a cura di Alberto Grohmann, Editori Laterza, Roma Bari 1990 Presentazione dell’ISUC alla Sala dei Notari.
  • Proposte di Rossi per partito e città, “La Nazione”, 4 febbraio 1990
  • Il centro storico di Perugia, AA.VV, Introduzione, Protagon, Perugia, 1990
  • “Il pedone e lo psicologo”, “Arancia blu”, Roma 1990, 20 aprile 1990.
  • “Da antica capitale agraria a città moderna”,“Perugia” (Collana Storia delle città italiane, Laterza, Roma 1990) curato da Alberto Grohmann), presentava in grande sintesi, dal 1944 al 1970, la svolta cruciale che aveva cambiato natura, funzioni e cultura della città con riferimenti all’esperienza dei Piani regolatori.
  • Gli Statuti di autonomia locale: un nuovo patto tra cittadini e istituzioni, Convegno, Palazzo Cesaroni, Perugia 5-6 novembre 1990.
  • Partecipazione al Comitato per la elaborazione dello Statuto del Comune di Perugia (Elaborazione della premessa dello Statuto, 1 marzo 1991)
  • “Elogio della piccole città”, “Meridiani”, Umbria, 14 marzo 1991
  • Intervista sulla modernità, Università di Perugia. 18 marzo 1991.
  • Ricordo di Alberto Apponi, maggio 1991, “Il Settimanale”, 1994.
  • Intervista a “Umbria più” su Ponte S.Giovanni, anno II, N°7, giugno 1991
  • Storia del Piano regolatore di Perugia. “Protagon”, (31 luglio 1991, stampato nel 1993 con il titolo”Mezzo secolo di urbanistica. “Storia e società della Perugia contemporanea” nella Collana “La più grande Perugia”).
  • Uno sguardo dall’interno, in “Storia dell’Umbria”, ISUC a. XIV, N° 16-17, Editoriale umbra, Foligno 1991
  • “Il modello umbro tra realtà nazionale e specificità regionale”, a cura di Stefania Magliani e Romano Ugolini, ENDAS Umbria, Perugia 1991. - Due relazioni, che riassumono altri scritti e discorsi, presentate ai convegni organizzati dall’Endas in collaborazione con l’Istituto di storia della Facoltà di Magistero dell’Università di Perugia.
  • A trenta anni dalla prima marcia della pace, Discorso Sala dei Notari, 7 settembre 1991)
  • Centro per l’autonomia statutaria di cui ero presidente. 1990. Fu un’attività notevole di studi e dibattiti che continuò anche nel 1991 e nel 1992: essa contribuì alla elaborazione da parte dei Comuni dei loro statuti e ad aprire una riflessione sulla struttura amministrativa sub-regionale anche in relazione alla proposta della Fondazione Agnelli “Nuove regioni e riforma dello Stato”. (1992)
  • Regionalismo senza Regione di Claudio Carnieri, , Prefazione, Protagon, Perugia 1992.
  • “Qualità della vita urbana”per il nuovo PRG; 15 maggio 1993
    Rappresento una preliminare preoccupazione, che spero vivamente risulti infondata: il pericolo che il lavoro del gruppo produca un elenco di obiettivi staccati dall’attività corrente dell’Amministrazione e in difficile sintonia con i suoi orientamenti di fatto o con le sue reali possibilità. (…) Consiglierei di procedere assumendo l’idea della “città policentrica”, che tende a superare il dualismo centro-periferia, che ricerca l’unità , non nella impossibile continuità fisica, ma nella qualità della vita urbana da realizzare in tutte le parti del territorio. (…) Elencavo poi le questioni: assumere non l’auto ma l’uomo come centro del discorso e del progetto, lo stato delle strade, anche di quelle dei rioni, i vicoli, le scalinate, le piazzette, i marciapiedi (“due città” ci sono anche nel centro storico per lo squilibrio esistente tra il vertice e i rioni), evitare di dare altre autorizzazioni al cambio della destinazione d’uso, non dare importanza soltanto ad alcune grandi manifestazioni, l’eccessivo numero dei permessi di sosta nel centro storico, la necessità di attuare un nuovo sistema di trasporti pubblici incentrati sui buxi-navetta, ecc. Seguivano altre indicazioni concrete, ma era viva la consapevolezza, come dissi nel documento, che la commissione “qualità della vita” rischiasse di produrre una elaborazione a futura memoria. Nel seguito dei lavori, verificato che non risultava quell’auspicato collegamento tra il lavoro del Gruppo e la concreta attività amministrativa, rinunciavo a farne parte.
  • Tra vecchio e nuovo alla ricerca di una identità, Atti del Seminario “La città ecologica”, Grafiche Benucci Perugia 1992.
  • Saggio per il libro su Pietro Conti (pubblicato nel settembre, 1993), 2 luglio,1992.
  • “La città dei cittadini. I centri dell’Umbria verso i nuovi Piani regolatori”, (Nuova “Cronache Umbre”, agosto 1992). Richiamavo la eccezionalità della esperienza degli anni Cinquanta-Sessanta che non si era compiuta in condizioni di normalità, ma nel corso di uno sviluppo improvviso, rapido e imprevisto, a fronte di una realtà che era vissuta per secoli nel tempo rallentato (…) Il problema dei piani regolatori è reso più arduo perché non siamo più agli anni Cinquanta, quelli dell’urbanistica riformista, né a quelli degli anni Settanta della stagione regionalista, ma siamo sotto il segno delle politiche liberiste, dell’aperta ostilità verso le regole, dei sapienti condizionamenti ad esse, ed anche davanti al pessimismo di chi vede alle nostre spalle, se non il fallimento delle precedenti esperienze, la loro insufficienza nel regolare i processi di espansione e di modernizzazione. E tuttavia è proprio la società urbana diffusa, complessa e meno unitaria che richiede a maggior ragione strumenti di regolazione.
  • Ponte Felcino Ponte Valleceppi, Pretola. Da broghi rurali a realtà urbane,in “La più grande Perugia”, Protagon, Perugia 1992.
  • L’utile e il bello nella vicenda urbana. Sala dei Notari, dicembre 1992.
  • Nuove Regioni e riforma dello Stato, Fondazione Agnelli con la proposta delle macroregioni., dicembre 1992.
    Dallo studio della Fondazione Agnelli si può cogliere un elemento indubbiamente positivo, già emerso nella Commissione Bicamerale e cioè l’orientamento a spostare nuove funzioni dal centro alle regioni, ad aprire un nuovo discorso sul regionalismo, ad ipotizzare una seria soluzione federalista, tanto più attenta all’unità nazionale quanto più capace di corrispondere alle diversità del Paese…Ciò che non convince è proprio il vantato carattere tutto economico-finanziario del ragionamento fondato sui tassi di crescita del valore aggiunto, con una patente sottovalutazione del fatto che le società umane, grandi o piccole che siano, sono sempre realtà molto più complesse e che ignorare la storia di un territorio, le sue caratteristiche e vocazioni ha costituito il più grave limite dei processi di modernizzazione che abbiamo conosciuto nei tempi recenti, tanto che contro le loro conseguenze, in squilibri territoriali e sociali, si deve oggi faticosamente lottare… I criteri economici indicati sembrano funzionali ad una Italia a due velocità… Il giornale “La Stampa”, interprete privilegiato della Fondazione Agnelli, scrive: “Tutti imparino a cavarsela da soli”… Poiché anche la Toscana è tra le regioni indicate come non autosufficienti, non si capisce quale vantaggio avrebbe una parte dell’Umbria ad esservi inserita per vivere una più pesante marginalità… Sulla scientificità dello studio c’è da rimanere perplessi: assume la vecchia divisione della regione nelle due province, quanto di più centralistico e arbitrario sia mai stato concepito… Il fatto è che questa visione economicistica assume le statistiche di una situazione italiana di crisi e prefigura una realtà modellata sulla base di grandi interessi con l’abbandono di una visione nazionale dei problemi della crescita economica non separata da quella sociale… Bisogna ancora dire che l’Umbria, in questo suo essere terra di nessuna grande capitale e di tante piccole e medie città, costituisce una particolarità, rappresenta un esempio del passato per il futuro dell’Italia nel proporre un modello in cui la città e persino il campanile non sono di necessità valori negativi, e possono essere invece la vera base di una nuova unità nazionale, veramente unitaria perché federalista…
  • Forum 1992, Qualità dell’ambiente urbano.
  • Una città più grande e più bella, in Mezzo secolo di urbanistica, Storia e società della Perugia contemporanea, gli anni della svolta, città e campagna: dall’ambivalenza all’ambiguità, Protagon, Perugia 1993.
  • “Psicologia di una città” (Storia delle città dell’Umbria, Sellino, Milano 1993.
  • Perugia, una città più grande e meno città, “l’Unità” 1993
  • La liberazione e la ripresa democratica, in “Storia illustrata delle città dell’Umbria”, E. Sellino editore, Milano 1993.
  • Perugia laica e anticlericale, in “Perugia” Guide Electa Umbria, 1993.
  • “Storia illustrata delle città dell’Umbria”, Elio Sellino editore, Milano 1993.
    L’opera, nel contesto della Collana “Il tempo e la città”, fu presentata nel Palazzo Pasolini dall’Onda in Roma il 28 gennaio 1993, presentatori: Valerio Castronovo, Paolo Corsini, Franco Della Peruta, Gabriele De Rosa, Sandro Fontana, Giuseppe Galasso, Geo Pistarino, Raffaele Rossi, Renato Zangheri.
    Il 18 marzo fu presentata alla Sala Brugnoli di Perugia da Fiorella Bartoccini, Attilio Batoli Langeli, Paolo Ceccarelli, Piero Melograni, Enrico Menestò, Raffaele Rossi, Pietro Scalpellini, Tullio Seppilli, Mario Torelli, Renato Zangheri. Fu un lavoro enorme nell’impegnare trecentoventi studiosi (geografi, archeologi, storici, antropologi, storici dell’arte, della lingua e del dialetto) delle undici maggiori città della regione, nel predisporre migliaia di foto. Nell’assumere la cura dell’opera, partii dalla convinzione che per fare storia regionale bisognasse passare per quella delle città, con l’intento di dare rilievo al “piccolo universo urbano” costellato di città medie, piccole e piccolissime, sempre alla ricerca di coesione e di unità. ..
  • Localismo e federalismo, l’Umbria come costruzione politico-amministrativa, Raffaele Rossi e Roberta Sottani. Supplemento a “Storia dell’Umbria”,ISUC , N°18,PG, gennaio 1994.
  • Città ieri, città oggi, la storia urbanistica tra due Piani regolatori (Piano 1931-33 di Alfio Susini inattuato e Piano 1954-56 con Grande Variante 1962).
  • Società del Gotto, discorso per i 110 anni della società. Conferenza, 19 maggio 1994.
  • La stampa, Terni, “Storia illustrata delle città dell’Umbria” , E. Sellino editore, Milano 1994.
  • Augusta Perusia, Presentazione del volume “L’Editalia”, 27 ottobre 1994.
  • Federalismo addio? Proposta per un programma, Bellavista Palace Hotel , 25 novembre 1994
  • “Regionalizzazione e regionalismo nell’Italia mediana. Orientamenti storici e linee di tendenza” Nel convegno organizzato dall’ISUC il 4 novembre 1994 su (Quaderni di Proposte e ricerche, n. 19, Ancona1995), presentato a Perugia e a Terni rispettivamente nel maggio e nel giugno 1996 aveva avuto luogo un interessante confronto tra storici ed economisti di Toscana, Marche ed Umbria. Al centro della discussione c’era la proposta della Fondazione Agnelli per le macroregioni. Era presente Stefano Molina della Fondazione stessa. Nel corso della Tavola rotonda che concluse il convegno affermavo: E’ stato posto il problema dell’Italia mediana nella consapevolezza della varietà delle aree e delle sub-aree che la compongono e tuttavia alla ricerca di elementi comuni in territori privi di metropoli, di grandi capitali, anche se nella Toscana dell’Arno si indica una tendenza di tipo metropolitano. Tuttavia non esiste un unico centro e una periferia che ad esso si riferisce, ma un sistema urbano, una rete di città, risultato esemplare d’integrazione tra città, territorio e società.
  • Psicologia di una città, Conferenza, Lyons Club, Hit Hotel, 25 novembre 1994.
  • Intervista “Fuori porta”, Ancora sul federalismo, 1994.
  • Perugia e l’Umbria, Lezione alla “Sinistra giovanile”, 27 gennaio 1995
  • Sulla mutualità e il ruolo delle Società di Mutuo Soccorso, Hotel Plaza, 22 febbraio 1995
  • Come era Porta Pesa, Incontro con gli alunni delle Quinte elementari della Montessori e del Ciabatti, 15 marzo 1995.
  • ”Riprendiamo la parola, Tavola rotonda Assiaciazione “IL Bartoccio, Salone d’onore Plazzo Donini,19 maggio 1995.
  • Premio Kivanis Club per l’attività divulgativa della storia di Perugia,
  • Il cammino della modernizzazione: storia, organizzazione e gestione dei servizi pubblici locali, Collana “La più grande Perugia”, Protagon, 1995
  • L’Umbria e l’Italia tra il ripetersi di proposte per le riforme istituzionali e il federalismo.
    Richiamavo l’idea federalista nelle sue diverse versioni dinanzi alla estrema centralizzazione dello Stato, quando le risposte alla domanda di decentramento e di democrazia erano state nella storia d’Italia di tipo coattivo con le guerre, con il crispismo (Crispi definiva gli italiani “sette popoli decrepiti e viziati”) e l’esasperazione del fascismo, che unificavano gli italiani nell’ uniforme e nelle sofferenze. Nell’affermare la scelta del federalismo democratico, ricordavo, tra gli altri, gli scritti di Carlo Cattaneo, che con buona pace di ogni tentazione separatista, metteva in relazione città e nazione e proponeva un ordinamento capace di liberare le energie e le iniziative locali in modo che lo Stato potesse costruirsi su ciò che è “distinto e nativo”. In sintonia con il “federalismo non violento dal basso” di Aldo Capitini.
  • Creazione del Comitato umbro per la Costituzione, raccogliendo il messaggio di Don Giuseppe Dossetti, Sala della Vaccara, 12 gennaio 1995.
  • “Ciaurro esagera ma solleva un problema reale”. Articolo su “Il Messaggero” in risposta al sindaco di Terni Ciaurro sulla regione dell’Umbria, 22 gennaio 1997.
  • “Il nostro Comune, il nostro Statuto”, Tavola Rotonda, Lyons, 15 febbraio 1996
  • Introduzione alla ristampa da parte della Regione della Costituzione e dello Statuto Regionale per il 2 giugno, 10 maggio 1996
  • Lettere a D’Alema e a Veltroni sul Federalismo,18 maggio 1996
    “So bene che bisogna guardarsi dal mito dal federalismo, dal momento che esso, dopo che è stato emarginato dalla cultura nazionale ed anche dalla storiografia, è divenuto una specie di moda. Mi riferisco al federalismo democratico, ad una struttura capillarmente articolata della forma statale, capace di favorire una diffusa e permanente partecipazione dei cittadini. Mi pare, che è la stessa dimensione europea e mondiale dei problemi, che, mentre riduce la funzione dello Stato unitario (nei fatti non molto unificato), propone un diverso rapporto tra centro e periferia. Mi chiedo perché tale questione, che raccoglie in sé un intero orizzonte ideale (democrazia a nuovi più alti livelli, più convinta unità nazionale, progresso, che recupera la ricchezza dei valori ambientali di una Italia varia e diversa) non diviene con tutta evidenza il centro della nostra identità. Le nostre esitazioni ed incertezze denunciano forse i residui di una vecchia cultura statalistico-unitaria? “Walter Veltroni rispose condividendo.
  • Federalismo tra luogo comune e progetto politico, Relazione al Teatro Morlacchi, Assemblea programmatica PDS, 29 giugno 1996. Il pensiero federalista nella storia d’Italia e il dibattito odierno.
    Possiamo compiere una scelta precisa, quella del federalismo democratico, che ha dei grandi padri come Tocqueville e Cattaneo… Si afferma dunque il valore fondamentale del territorio locale, dove si realizza un alto grado di appartenenza, il valore delle città che hanno saputo costruire attorno a sé delle regioni naturali. Le regioni amministrative sono dei ritagli centralistici del territorio nazionale, di debole identità, e tuttavia ormai accreditate da una tradizione consolidata e dalle quali non si può prescindere, né inventarne altre centralisticamente a dimensioni maggiori delle attuali… La riforma deve partire dal basso, dal cittadino e dalle città, anche da quelle piccole che trovano nelle città medie i punti di raccordo e di riferimento… Mettere coerenza tra le regionalità naturali che fanno capo alle città medie con la struttura amministrativa può costituire l’occasione di un grande coinvolgimento di popolazione, di partecipazione, per fare assumere all’Umbria una funzione significativa e incisiva nel panorama nazionale ed europeo. L’Umbria, per i suoi caratteri di varietà e diversità, di scarsa coesione interna e di tendenza a gravitare verso l’esterno, possiede le condizioni o per una chiusura e per una marginalizzazione oppure, all’inverso, per un ruolo di crocevia, di ponte nell’Italia mediana.
  • Regionalizzazione e regionalismo nell’Italia mediana. Orientamenti storici e linee di tendenza, a cura di G. Nenci, Atti del Convegno di Perugia, 4 novembre 1994, Presentazione a Terni, Sala del Consiglio Provinciale, 12 giugno 1996 ( Lucio Gambi, Alberto Melelli, Raffaele Rossi, Nicola Molè).
    Lucio Gambi, colui che è stato giustamente definito “il più grande geografo italiano”, innovatore negli studi della geografia umana, è scomparso tra l’indifferenza degli organi d’informazione (lo ha sottolineato Vittorio Emiliani, “l’Unità del 24 settembre 2006).
  • “Umbria - regione debole?” Presentazione del libro di Renzo Zuccherini, Terrazza del Mercato Coperto, 9 luglio 1996
  • Con Ezio, Saggio per il libro su Ezio Ottaviani nel decennale della morte, Luglio, 1996.
  • Gli artigiani e i borghi perugini, Saggio per il libro della CNA in occasione del cinquantesimo anniversario dell’associazione, luglio 1996.
  • Sull’ambiente nord di Perugia (Circoscrizione di Colle Umberto, Pantano,ecc), In merito ad una polemica locale, 16 ottobre 1996
    … So bene che sui problemi dell’ambiente non occorrono oltranzismi, che è necessario equilibrio, capacità di giuste sintesi, ma non si può continuare come si è fatto quando una visione puramente industrialista ed edificatoria ad oltranza ha arrecato danni alla qualità della vita. Sugli anni della modernizzazione c’è un deficit di riflessione critica che non può essere rinviato e che non può prescindere dalla coerenza tra parole e fatti.
  • L’Umbria e il federalismo democratico, Collana “Una regione di città”, Edizioni Thyrus, ottobre 1996.
  • Lettera su Circoscrizione Colle Umberto (Villa Colle del Cardinale), 10 ottobre 1996.
  • “Retrospettive e prospettive di storia umbra”. La storia contemporanea”, in Estratto da “Una regione e la sua storia“, Convegno Centenario della Deputazione di Storia Patria, Perugia 19-20 ottobre 1996.
  • Sull’ eccidio dei 40 martiri, Presentazione della ricerca a cinquanta anni dall’eccidio (1944- 1994), Gubbio, 4 novembre 1996.
  • Dichiarazione a “La Nazione” sulle 16 riproduzioni della Galleria dell’Umbria, 7 dicembre, 1996.
  • Ricordo di Tina Rossi Fiori (Moglie del pittore Enzo Rossi, gennaio 1997).
  • “L’Umbria piccola, varia e diversa”, Articolo su rivista CGIL di Terni, 5 febbraio 1997.
  • Costruiamo dal basso il federalismo, Articolo “Terni-Umbria”, 5 febbraio 1997.
  • Sulla riforma istituzionale, Congresso regionale del PDS, Terni, 7 febbraio 1997
    Si propone la riforma istituzionale non come fatto a se stante, come mera tecnica, ma come questione capitale di quella forma democratica, necessaria affinché tutti i processi della mondializzazione vedano protagonisti i cittadini. Il problema è quello dell’emergenza democratica, delle forze che si propongono a sostegno di uno Stato non più centralistico, di federalismo democratico, e l’aggettivo non è pleonastico, che sposta il potere in basso, lo orizzontalizza, libera energie individuali, favorisce la creatività delle risorse locali…
  • Scritti scelti di Gianpaolo Gallo, Presentazione del libro, febbraio 1997.
  • Vertenza Perugina – Nestlè, “Il Messaggero”, 27 marzo 1997.
  • Le radici e l’attualità di un impegno civile, in “L’artigianato in Umbria dalle corporazioni alle associazioni d’impresa, Gramma, Perugia 1997.
  • Proposta per la piazza dei bambini, lettera al vice sindaco Clara Sereni, Perugia, maggio 1997.
  • Antropologia e città. Pratica e teoria, incontri e prospettive, 9 maggio 1997.
  • Sicurezza e vivibilità.“La città di tutti”, 24 maggio, 1997.
  • “Una piccola regione in una prospettiva federalista” (“Uomini Economie Culture”, Saggi in memoria di Giampaolo Gallo, E.S.I., Napoli 1997 Università degli studi di Perugia),
  • “Averardo Montesperelli: storico, letterato, maestro”, Comune di Perugia , Palazzo dei Priori , 21 giugno 1997. ”La Nazione” 16 marzo 1997.
  • Testimonianza per il catalogo della Mostra di Enzo Rossi. Giugno - Dicembre 1997.
  • Per ricordare Giorgio Battistacci. Un uomo del dialogo, Palazzo Cesaroni , 6 dicembre 1997.
    Mi sono chiesto spesso quali fossero le ragioni che hanno reso Giorgio Battistacci costante riferimento anche per coloro che erano distanti da lui su alcune idealità di fondo e, in particolare, dalla sua fede religiosa. La risposta la trovo se vado con la memoria agli anni della nostra giovinezza, cosi difficili ma anche formativi, alla passione civile che accomunava, dopo la immane tragedia della guerra, giovani che facevano scelte politiche diverse: essi si sarebbero riconosciuti nell’idea che la liberazione non dovesse essere soltanto riconquista della indipendenza e delle libertà democratiche, ma occasione storica di profondo rinnovamento, di rigenerazione totale della società nazionale e del mondo.
  • Brevi considerazioni sugli indirizzi per il PRG di Perugia, Nota per “La città di tutti”, 13 gennaio 1998.
  • “Francesco Giontella, un sindaco anomalo nell’Umbria rossa”, Bastia 31 gennaio 1998.
  • Don Remo e la vita culturale perugina, scritto in occasione del 50° anniversario di ordinazione sacerdotale di Mons. Remo Bistoni. 4 marzo 1998.
  • Scritture di guerra in tempo di guerra, Memorie di Torquato Secci e di Comunardo Tobia, Istituto regionale Ferruccio Parri, ISUC, ANPI, Bologna 7 marzo 1998.
  • Per una società libera e fraterna, Presentazione del libro per le onoranze a Walter Binni. Marzo,1998
    Perugia e Leopardi sono due riferimenti forti di Walter Binni. Tra i suoi ricorrenti appuntamenti con la sua “città reale e ideale” c’è quello del 4 maggio 1987 quando egli tenne al Teatro Turreno una conferenza sul tema “La ginestra e l’ultimo Leopardi”…Nel presentarlo agli studenti nella mia veste di vice sindaco e di amico fraterno, precisavo che per Binni Perugia rimaneva – come amava ricordare – “la città dei ricordi e degli affetti più profondi”… la città essenziale della mia lunga esperienza vitale e della mia prospettiva umana, civile, critica…”.
  • Convegno Città sicura. Perugia, 1 aprile 1998.
  • Lettera a Luciano Radi per il suo libro “Il XX giugno a Perugia”, 5 maggio 1998.
  • Orvieto e l’Umbria del Sud-Ovest nelle fotografie degli Archivi Alinari, Introduzione di Raffaele Rossi, foto per “Nazione Umbria”, 20 giugno 1998.
  • Discorso per il 50° del Sindacato Pensionati (SPI), Salone d’onore, Palazzo Donini, 15 ottobre 1998.
  • Bambini di guerra e infanzia “disarmata”. La pace come diritto, Seminario permanente ed itinerante sull’educazione alla pace, Tavola Rotonda, Terni 19-20 novembre 1998.
  • “Grifo, leone e sindaco birbone”, intervento alla presentazione del volume di Luciano Moretti, Perugia, 18 dicembre 1998.
  • Rottura di regime e continuità istituzionale. Alcuni episodi del rapporto tra il Governo Alleato e la città di Perugia, in Atti del convegno “Giornata degli Alleati, a cura di Ruggero Ranieri, Perugia 12 gennaio 1999.
  • Presentazione di “Caro Viario. Un viaggio nella vecchia Perugia attraverso le sue mura, porte, vie e piazze” di Maria Rita Zappelli (Guerra Edizioni, Perugia 1999).
  • “Città e Campagna”, Corso insegnanti, Bastia 12 febbraio 1999. - “Ecco perché salvare il centro e salvare la città”.,“Corriere dell’Umbria”, 20 marzo 1999.
  • Monumento straordinario e unico. Raffaele Rossi e il senso della storia, Restauro della Fontana Maggiore, “La Nazione” 28 marzo 1999.
  • Incontro contro la guerra Serbia Kosovo, Associazione “Amici di Aldo Capitini”, 13 maggio 1999.
  • Secolo breve secolo lungo. I nodi storiografici di una periodizzazione,Tavola rotonda ISUC
    (A.De Bernardi, E. Galli della Loggia, P. Pombeni, S. Pons, R. Rossi, G. Sabbatucci), Perugia 23 aprile 1999.
  • Alberto Apponi, il politico, il magistrato. Scritti e documenti, a cura di R. Rossi e M. Volpi, ISUC, Editoriale umbra, Foligno 1999.
  • 30 anni. Quando nacque la Regione, “Regione” Periodico del Consiglio regionale, Grafica Salvi, Perugia 1999.
  • I centri periferici di Perugia, Serie di articoli per “La Nazione” , Maggio-giugno 1999
  • 30 anni. Quando nacque la Regione, “Regione” Periodico del Consiglio regionale, Grafica Salvi, Perugia 1999.
    Alcune considerazioni utili a definire l’identità storica dell’Umbria Scritto per il nuovo Statuto Nell’indicare i territori, che compongono la regione non ci si dovrebbe limitare a nominare soltanto le due Province, dal momento che l’identità umbra ha uno spessore storicamente consistente nel ruolo di molti centri urbani e dei loro territori. Appare necessario senza nominarle distintamente, fare cenno alle città medie ed ai centri minori con la relazione che intercorre tra di essi, al fine di sottolineare il carattere policentrico dell’”Umbria plurale”. La posizione centrale dell’Umbria, con le sue caratteristiche di scarsa coesione interna e di gravitazioni verso l’esterno costituisce altro elemento di definizione e d’identità: è una caratteristica che ne ha segnato nel passato un ruolo di transizione e d’interscambio e che, nell’ottica nazionale ed europea, mentre ne sottolinea il carattere di apertura e non di ripiegamento localistico, afferma l’interno di rappresentare un crocevia e un ponte nell’Italia mediana. Dinanzi alle ipotesi delle “macroregioni”, la difesa della storica identità, ma anche l’interazione programmatica multipolare nell’Italia centrale, costituisce elemento di equilibrio delle politiche territoriali polarizzati su Nord e Sud.
  • Volevamo scalare il cielo. Il Novecento dai luoghi della memoria, Prefazione di Pietro Ingrao, Edizioni Era Nuova, novembre 1999, Presentazione del libro, Pietro Ingrao, Luciano Radi, Sala Brugnoli, Palazzo Cesaroni, 26 novembre 1999. (Cartella delle lettere).
    Presentazioni a Terni, Marsciano, Avigliano (Alfredo Reichlin e Clara Sereni, Claudio Carnieri, Carla Pernazza), Circolo di Porta S. Susanna, S. Mariano di Corciano, S. Erminio, Biblioteca Augusta.
  • Il centro storico ridotto ad area suburbana? I sintomi ci sono tutti, “Il Messaggero”, 17 dicembre 1999.
  • “Psicologia della città” Conversazione, Rotary Club Perugia, 16 dicembre 1999.
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