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Indice di scritti e discorsi sul tema della città.

anni 1980/1989

  • Prima edizione del “Discorso sulla città” in occasione del settecentesimo anniversario della costruzione della Fontana Maggiore, Centro stampa cooperativo, 1980.
  • Recensione su “Umbria economica” del “Discorso sulla città” , Rassegna trimestrale di politica sociale ed economica regionale, a cura della Banca Popolare di Spoleto, N°1, 30 aprile 1980, p. 98.
  • Discorso per l’inaugurazione del Consiglio comunale, 1980.
  • Borgo S. Antonio. Ricerche e studi per un piano di recupero, Indagine storico-urbanistica promossa da quella che allora era la IV Circoscrizione ( 30 giugno 1981 ).
  • Perugia e gli stranieri, non è soltanto questione di numeri, l’Unità, 2 novembre 1980.
  • Sulla partecipazione democratica, discorso (realtà urbana diversificata, spesso frantumata, non liquidare tutto come regressione e imbarbarimento, capire i processi nuovi, rilanciare il progetto per la città, difesa dei valori ambientali e artistici del centro storico e, nello stesso tempo della sua funzione vitale. No alla città -museo, allo spazio puramente terziarizzato da uffici e banche, al campus universitario, SI invece alla città insieme di abitazioni, uffici, università, attività produttive (artigianato e commercio), 1981.
  • Restauro della Sala dei Notari, “La Nazione”, 25 giugno 1981 (costruzione della controporta, rifacimento del pavimento dopo avere svuotato la parte sottostante di terra e avere utilizzato altro materiale più leggero, dotata la Sala per la prima volta dell’impianto di riscaldamento e predisposto una nuova illuminazione, restauro degli affreschi di pregio danneggiati dal tempo e soprattutto dal fumo).
    “Confermo un orientamento culturale che si può riassumere così : mantenere aperta la Sala ad un discreto uso pubblico evitando discriminanti tra cultura e politica che è impossibile definire; evitare cioè un uso museografico del centro storico; predisporre un sistema di controlli. Risulterà a tutti che la Cappella Sistina non è chiusa al pubblico (e quanto pubblico!) e che, per fare un altro esempio a noi vicino, la Chiesa di S. Francesco ad Assisi è aperta ai fedeli e ai turisti… Mi separa da chi sostiene la tesi opposta una diversa concezione della democrazia: per me la Sala dei Notari è luogo e simbolo della democrazia cittadina, della sua storia laica e civile”..
  • Festa Grande, 14-21 Giugno 1981 (mostre, spettacoli teatrali, ballo popolare, concerto, inaugurazione parchi, fiaccolata, giornata africana, concerto cantori, audiovisivo Fontana Maggiore, “effetto notte” con immagini sui muri, presentazione volume “Perugia” Laterza, presentazione Piano regolatore,ecc.
  • L’Umbria regione di città, in Bollettino, Sezione Regioni delle Autonomie locali del PCI, N°6, Roma, giugno, 1981.
    “…La città non è aclassista e in essa vivono tutti gli elementi dinamici e dialettici della società. (…) nel centro storico di Perugia, densamente abitato da studenti stranieri ed italiani, vi sono soltanto 12.000 abitanti residenti stabili, la metà di quelli del 1951 che erano 24.000, meno della metà di quelli del 1285 che erano 28.000 e che, con il contado, erano 73.000.” Dal 1981 ad oggi, 2005, il numero è sceso a circa 7000, mettendo ancora in maggiore evidenza la crisi del centro storico.
  • Questione urbana e democrazia, documento, 8 settembre 1981.
  • Problemi e prospettive dell’editoria minore. Crisi del libro. Nuove tecnologie applicate alla stampa. - Tipografia ed editoria in Umbria, Spoleto 30 ottobre 1981 (Domenico Bearzotto docente di Aziendologia nella scuola grafica Politecnico Torino, Luigi Mascilli Migliorini direttore Casa editrice Guida Napoli, Raffaele Rossi Istituto Storia Umbria contemporanea, Giuliano Vigini direttore Casa editrice bibliografica di Milano) Coordinamento Guido Guidi assessore regionale.
    “Molti i segni della crescita culturale della società regionale: in Umbria 26 Case editrici (2039 in Italia). Notevole l’attività editoriale degli Enti, Università, spesa pro capite. 1979: 71 opere pubblicate, 250.000 copie. Impegno dei giornali e periodici. Quadro non positivo dall’indagine del Sapoos di Terni. L’Umbria non ha oggi un quotidiano, Il caso di “Paese sera”, “La Nazione” e “Il Messaggero” nell’informazione quotidiana. Lettura dei quotidiani 1 ogni 20 abitanti, In Italia 1 a 15, in Europa 1 a 8. Forte squilibrio interno alla regione. Torna il discorso dell’arretratezza culturale come dato di partenza, l’analfabetismo nel mondo contadino, peso della tradizione orale. L’indice di ascolto della Televisione è in Umbria uno dei più alti d’Italia. Difficoltà storica per la carta stampata, anche se in certi periodi del passato vi fu vitalità della stampa a cavallo dei due secoli nel giornalismo politico (socialista e cattolico) come strumento di organizzazione politica e crescita culturale. Oggi in Umbria nessun quotidiano, ma nel 1880 e fino al 1926 ne aveva due “L’Unione liberale “ e “La Democrazia” quando c’era il 76% di analfabeti. Siamo nella contraddizione tra crescita economica, modernità ed onda lunga di antica arretratezza, squilibrio tra minoranza acculturata e maggioranza semianalfabeta. Vedere la linea di tendenza con l’estensione della condizione urbana che coincide sempre più con la condizione umana: i modelli di vita urbana s’impongono nelle campagne. Un problema: l’impegno culturale incentrato sulla qualità ha trascurato la promozione culturale di più larghe masse? C’è il rischio di una separazione tra alta specializzazione e ritardo di vaste aree di popolazione? E ciò come si concilia con la democrazia reale? Esame dell’attività dell’Università e degli Enti con le loro iniziative editoriali. L’attività dell’ISUC sulla storia regionale. C’è, come ha detto Le Goff, l’innegabile trionfo della storia contro le scienze senza spessore temporale. Interesse per la storia delle città in una regione che non è esistita come entità regionale né nella geografia, né nella storia. Rilancio di quel regionalismo che in un decennio ha fatto fare progressi innegabili, ma che abbisogna di riconsiderazione critica per una ripresa a più alti livelli”.
  • Per il rinnovamento cattolico. La testimonianza di Don Luigi Piastrelli. ( Alberto Monticone, Raffaele Rossi, Giorgio Battistacci), Istituto Conestabile della Staffa, Sala Brugnoli, 26 novembre 1981.
  • Convegno: problemi e prospettive della democrazia di base, (Luigi Berlinguer, R.Rossi, Lucio Selli) PG, 6 marzo 1982.
  • Gli studenti stranieri e la città, in “Gli Annali” dell’Università per stranieri, n. 1 (anche in “Perugia informazioni”, A.M.I. 1982)
  • Cultura della città, Intervista AUDAC DOSSIER, settembre 1981, giugno 1982
    "…La necessità di scegliere, parola semplice dietro la quale però c’è una cosa difficile. Anzi due cose: come scegliere e chi sceglie. Le forze politiche respingono i credi ideologici e affermano la loro laicità. A maggior ragione l’istituzione Comune non può fondare le sue selezioni su criteri ideologici, su colori politici, su correnti culturali. Fondare sulle grandi coordinate che orientano tutto il programma del Comune. La pace, i valori di democrazia, di libertà, di solidarietà verso tutti i popoli, ed in particolare verso i gruppi e i singoli più poveri e indifesi, il senso della città, sia come recupero di valori della sua storia, sia come nuovo progetto di una più civile condizione umana. Ma qui veniamo all’altra domanda del “chi sceglie”. Solo un sindaco o un assessore, una commissione, una Giunta di tredici persone?... I soggetti culturali avanzano proposte, realizzano un dialogo, si instaura un rapporto per cui al momento della scelta vi sono molti elementi messi in campo per una valutazione che non sia soggettiva o clientelare. "
  • Mobilità e scali mobili, Convegno 19-20 giugno 1982, Sala Notari, Palazzo dei Priori.
    "L’antico quartiere Baglioni e la Rocca Paolina: mobilità e riuso, presenti circa venti studiosi d’arte, urbanisti, architetti, esperti di restauro di valore nazionale. Non c’è salvezza del centro storico se dovesse essere ancora indebolita la presenza degli abitanti e se esso dovesse essere ancor più sospinto sulla china di un campus universitario “sui generis” e di uno spazio totalmente terziarizzato senza residenti e attività che garantiscano la vitalità… La rocca fu male averla costruita (furono distrutte non solo le case dei Baglioni, ma un intero rione con trecento abitazioni, undici chiese, due monasteri) e forse fu male averla distrutta. E’ il senno del poi, che non tiene conto della legge ferrea degli avvenimenti e dello spirito di autonomia e di libertà. E’ anche vero che le libertà comunali nel 1540 erano già morte, ma l’oltraggio alla città bloccò e immiserì i suoi slanci creativi. "
  • Materiali per una politica culturale in Umbria, Litostampa, Perugia, 25 giugno 1982.
  • Programma della Festa Grande, 1982, Conferenza sulle attività culturali, riapre la Terrazza del mercato coperto, concerto di Paolo Conte, lettura del “Serventese a Perugia” di Franco Mancini, spettacoli teatrali, posa di una lapide in onore di Don Piastrelli, scultura di Romeo Mancini per Aldo Capitini, l’ospedale Sivestrini consegnato alla USL inaugurazione della “scala mobile” e convegno per un concorso di idee sul riuso dell’antico quartiere Baglioni, “Grande Tombola” in Piazza della Repubblica con l’Accademia del Pavone.
  • Sul programma patrimoniale del Comune e iniziative per realizzare il nuovo ospedale,1982
  • Perugia e gli studenti stranieri,”Perugia Informazioni”, settembre 1982.
  • Sui licenziamenti alla “Spagnoli”, “La nazione”, 24 settembre,1982.
  • Una difficile identità regionale storicamente stretta e bloccata tra accentramento statale e municipalismi, sul periodico “Replica”, Grafica Salvi, ottobre 1982. Sull’idea di regione, priva di radici storiche. Vicende delle città umbre lungo i secoli tra divisioni e debole identità comune, tra centralismo e localismi. La regione nel Risorgimento, con l’Unità d’Italia e nella Costituzione del 1946. Nel 1959 la rivendicazione regionalista cessava di essere un fatto di democrazia formale e diveniva parte integrante di un progetto umbro di sviluppo economico e, più in generale, di crescita democratica dell’intera società regionale…L’idea di regione, nata nel Risorgimento, affermata nella Costituzione repubblicana, appena attuata tra tanti ritardi e resistenze, è dunque cosa recente. La politica ha unito negli ultimi decenni ciò che i secoli avevano diviso o solo formalmente aggregato. Con la Regione. l’Umbria delle città e dei Comuni, storicamente stretta e bloccata tra accentramento statale e municipalismo, ha avviato il primo vero processo di unificazione culturale e politica.
  • Sul dissesto idrogeologico di Fontivegge, 8 novembre 1982.
  • “Presenza” Presentazione della ristampa della rivista promossa dall’ISUC, 1983.
  • Ricordo di Ottavio Prosciutti nel primo anniversario della scomparsa, ricordatoli 14 marzo 1983 nell’Aula magna della “Stranieri”, N°4 de “Gli annali della Università per stranieri”, marzo 1983
  • La Terrazza del mercato, Uno scritto sul depliant che inaugurava lo spazio panoramico per le attività culturali e che richiamava la storia dell’edificio in concomitanza con la Festa Grande.
    La Festa è stata chiamata “grande” non certo per indicare numerosi, prolungati ed effimeri festeggiamenti. Anzi, l’aggettivo quantitativo ha un significato di qualità, di valore. Solo chi ha compreso ciò può capire il compito difficile ma necessario di ritrovare il senso di un’antica identità urbana per guardare in avanti e costruire un comune progetto di nuovo sviluppo civile.
  • Una pietra di Perugia. Prefazione , Uemme editore, Perugia 1983:
    “L’espressione più compiuta della creatività urbana di Perugia è materializzata nei monumenti, nelle case e nei palazzi, nelle piazze, nelle vie, nei vicoli contorti della città medioevale… Oggi è in crisi il ruolo unificante e creativo che ha caratterizzato nei millenni la vita della città: essa raccolse dentro le sue mura gli elementi sparsi sul territorio e li mise in reciproco rapporto per un comune progetto. Ma la città, la più preziosa invenzione collettiva della civiltà, degrada sempre più da luogo d’incontro a quello di disunione, crea quella “società solitaria” oltre la quale essa si scompone e si annulla in una serie di entità fisiche e sociali non più correlate, di nuovo frazionate e disperse”.
  • Festa grande 10-20 giugno, 1983. Programma: tra l’altro, La Conca di Perugia, Un quartiere, una citta: dalla ricerca al riuso; il disinquinamento ambientale; biblioteca a S.Marco e a Madonna Alta; Parco di S.Angelo e quello di S.Anna; la poesia di Sandro Penna; conferenza “La battaglia del Trasimeno”; filmato storia delle tabacchine; ricollocazione del Grifo e del Leone sopra il portale della Sala dei Notari; il Fuseum; presentazione del lavoro di riordino degli archivi storici delle industrie Buitoni-Perugina; inaugurazione della Scala Mobile, presentazione della nuova edizione “Storia di Perugia” di Luigi Bonazzi, ecc.
  • Inaugurando la Scala mobile all’interno della Rocca Paolina il 20 Giugno 1983 Questa realizzazione rimarrà nella storia, essa si carica anche di significati simbolici verso il passato e verso il futuro: un eccezionale spazio urbano sepolto con le libertà dei perugini, viene recuperato e riconquistato alla vita della città. Nei decenni e nei secoli futuri si ricorderà l’avvio di questo percorso pedonale come inizio di un sistema di nuova mobilità all’interno di uno spazio urbano da salvaguardare in un suo ruolo vitale…
  • Perugia, una città più grande, meno città, “L’Unità", 1983.
    "…Con il disordinato sviluppo del Paese e l’esodo di massa dalle campagne la città di Perugia si è trovata al centro di forti contraccolpi. In essa si sono incrociati due grandi movimenti migratori, uno dalle campagne verso la città, un altro dal centro storico verso le nuove periferie. Nello stesso tempo si è formata una città nella città. Quasi trentamila studenti italiani e stranieri vivono in uno spurio campus universitario all’interno del centro storico ove gli abitanti si sono ridotti a poco più di diecimila. Ne è derivato un intreccio di problemi, un contrasto d’interessi e di culture: i vecchi cittadini si sono trovati sperduti tra la “gente nova” e sempre più sospinti verso la nostalgia del passato; i nuovi abitanti privi di un radicamento e del senso della città, le migliaia di studenti, soprattutto quelli del Terzo mondo alle prese con i problemi sempre più difficili dell’abitazione e spesso della sopravvivenza.. Una città più grande divenuta meno città e talvolta anticittà: più case e più gente non unita da un progetto complessivo del vivere urbano."
  • Lettera al partito su regionalismo e democrazia, settembre 1983.(Per una verifica sull’esistenza della necessaria compatibilità politica)
    “… Affermare l’esigenza d’una riflessione sull’esperienza regionalista a tredici anni dal suo inizio dinanzi al risorgente municipalismo. Occorre capire che una migliore comprensione della complessa varietà del “locale” non indebolisce ma rafforza l’unità regionale…”.
  • Creatività e tradizione nella poesia dialettale perugina, “I Quaderni del Bartoccio”,Presentazione del volume ( 20 dicembre, 1982) “na coll’ca bireta”, stampato: Perugia novembre 1983
  • Discussione il sistema dei parcheggi, 24 novembre 1983.
  • A misura d’uomo, “Il Messaggero, 25 novembre 1983. Costruzione del grande parcheggio e del sistema dei parcheggi nel disegno urbanistico della città. S. Giuliana. Per Rossi va tutelata “tutta” la zona . Il vice sindaco si schiera apertamente contro ogni stravolgimento dell’area.
  • Creatività e tradizione nella poesia tradizionale perugina, “I quaderni del Bartoccio”, novembre 1983.
  • Col Donca, Introduzione, “Il Bartoccio”, dicembre 1983.
  • Una pietra di Perugia che parla, “Il Messaggero, 7 marzo 1984, a proposito della Prefazione a “Una pietra di Perugia”, UEMME editore, Perugia dicembre 1983.
  • Previsioni per la città nel 1984, “Torna il sereno?”, il “Messaggero” 29 dicembre,1983.
  • Progettando la città, intervista a “Città di Perugia”, a. XIV, N°1, gennaio-febbraio 1984.
    “Il problema è quello di riconsiderare e di riportare a disegno unitario il tipo di sviluppo che ha conosciuto la città negli ultimi venti anni. Si trattava di dare gambe ad un progetto che era nella testa di poche persone e che senza la consapevolezza della gente rischiava di rimanere lettera morta…L’attuazione delle scali mobili, ad esempio, e un certo riuso della Rocca Paolina come spazio di risalita e penetrazione nel centro storico, hanno fatto fare a questa consapevolezza molti passi avanti. Per cui si è cominciato a delineare il disegno del centro storico liberato dalla congestione del traffico e da un processo di terziarizzazione pesante che va a danno sia della presenza abitativa che di quella artigianale…Fontivegge non deve essere solo centro direzionale, ma un reale centro città con abitazioni, commercio, servizi”.
  • Sui ritrovamenti in Piazza Cavallotti, ”Sport Umbria. Rivista di vita sociale e turismo”,a. IX, N°3, 22 marzo 1984.
  • Leggi comunali e provinciali, “La Nazione”, intervista 1 marzo 1984.
  • Dibattito sulla città “E’ Perugia la città dove si vive meglio” “Oggi-Tesi”, indagine sulla qualità della vita nei novantacinque capoluoghi di provincia Italiani”, marzo, 1984.
  • L’ipoteca degli schieramenti politici sulla vita degli enti locali, A.M.I, 16 marzo,1984
  • IV centenario attività ospedaliera dei Fatebenefratelli, 25 marzo 1984.
  • “Gli artigiani e la città”, conferenza tenuta nel 1984 per mettere a confronto gli artigiani-artisti del Medioevo, con tutte le differenze dei tempi, con gli artigiani che in una realtà urbana diversa rivendicavano il loro ruolo.
  • Discorso sulla città. Passato e presente a confronto nella regione ritrovata” (Editrice Protagon, Perugia, 1984)
    “Per definire i fatti che hanno preso avvio nella seconda metà degli anni Cinquanta ho sempre usato deliberatamente l’espressione “sconvolgimento urbano” al fine di poter caratterizzare un processo che, in modo eccezionale,veniva a collocarsi nella storia millenaria della città. Essa era vissuta nei secoli in uno stato altamente conservativo, in una immobilità di lungo periodo: aveva impiegato sedici secoli per andare al di là delle mura etrusche e sette secoli per uscire dalle mura medioevali”.
  • “La città, la democrazia, il potere”, conferenza alla Società “Dante Alighieri”, 21 aprile 1988.
  • “I Collegi del Cambio e della Mercanzia nella vita della Città” Conferenza tenuta alla Biblioteca “Augusta” il 29 maggio 1984.
  • Perugia 2000, come vorremmo e come sarà, Club Soroptimist, 1984.
  • L’Italia delle cento città per la pace, Conferenza a Siena, 2 agosto 1984
    “… il valore della civiltà comunale quando Firenze, Siena e Perugia erano “le tre città” più importanti dell’Italia centrale, quando “nell’alacre cantiere urbano” dell’Umbria gli intellettuali non stavano dentro i conventi a fare gli amanuensi, ma si collegavano a grandi masse di uomini semplici, esprimevano i loro sentimenti d’una religiosità che sfiorava l’eresia e che proponeva il rinnovamento della società…”.
  • “Discorso sulla città”, le radici di Perugia, Raccontare Perugia, corsi di Alta Cultura dell’Università per Stranieri del 9 agosto, 1984.
  • Città: Si al passato guardando al futuro, “Corriere dell’Umbria” 29 ottobre,1984.
  • Conferenza “I rioni nella storia della città”, 12 novembre1984.
  • Inaugurazione della sede del nuovo Comune di Avigliano Umbro, 25 novembre, 1984
  • Governare per la democrazia e lo sviluppo, in Atti del Convegno, Foligno 2-3 dicembre 1983, Tipografia Porziuncola, S.Maria degli Angeli, 1984.
  • Convenzione di Città, Discorso conclusivo alla Perugia, Sala dei Notari, 3 febbraio 1985
    “… Qualche sera fa sono stato invitato in un TV locale a discutere di “La politica: un mito tramontato o una fede che resiste?”. Eravamo, con il prof. Ferruccio Chiuini, due vecchi della politica e l’accoppiamento forse non era, pur nella diversità di idee, occasionale. Ci veniva proposto il confronto tra le grandi speranze per un’Italia libera e giusta dei nostri anni giovanili e la realtà di oggi in cui alla parola politica i giovani intervistati rispondevano con un tragico agnosticismo, scetticismo, allarmante sfiducia…. Al di là di una rappresentazione sbilanciata in negativo, alla quale proponevo qualche correttivo, la trasmissione metteva il dito sulla piaga più grave e pericolosa della nostra democrazia, sulla politica come mestiere e affare… Viene alla mente la forte azione di Berlinguer sulla questione morale, presentata e respinta come radicalismo moralistico, che era ed è invece problema centrale della politica nel senso più alto e nobile, per arrestare un processo di decadenza e di scivolamento verso un crescente distacco dai cittadini, porta aperta all’autoritarismo e alla reazione…”
  • Il governo delle città nella regione umbra, 1985.
  • Una regione verso il 2000: modernizzazione e riconversione, democrazia e sviluppo, Convenzione umbra del PCI, Discorso di apertura, Teatro Turreno,1,2,3 marzo 1985
    “Ancora una volta la questione umbra si pone come questione nazionale. Non coltiviamo nessuna presunzione, non siamo il crocevia del mondo. L’Italia non si identifica con qualche metropoli, ma vive della ricchezza,varietà, diversità delle tante autonomie locali, sociali, culturali…Se mi si chiede qual è in questo nostro Paese il problema dei problemi, non esito a dire che è quello della democrazia. Non solo si governa con l’abuso dei decreti legge…risorge una antica vocazione autoritaria… il vertice della piramide è sempre più ristretto e lontano dai cittadini a livello mondiali fino a livelli più periferici”.
  • Un impegno di libertà e di pace. Opere pubbliche di Romeo Mancini dal 1948 al 1982, Articolo di presentazione, Perugia Stampa Urbani, 1985.
  • Presentazione della ristampa della rivista “Presenza”, 1985.
  • L’Umbria e le città, articolo, maggio 1988.
  • La città come risorsa nel futuro europeo dell’Umbria. Democrazia e qualità della vita per una riforma istituzionale dalla parte dei cittadini, Perugia, Grafica Benucci, maggio 1988.
  • Lingua e dialetti oggi: la situazione umbra, Sala Consiglio provinciale 22 giugno 1985.
  • Ricordo di Primo Ciabatti nella scuola di Porta Pesa, Giugno 1985.
  • Presentazione del libro di O. Guerrieri “Il Palazzo dei Priori”, 26 giugno 1985.
  • “Questa aria e questa luce. Concerto inaugurale, compositore Carlo Pedini su testo di Capitini. Dicevo ( intervista a “La Nazione”, 29 giugno 1985)
    “E’ significativo inaugurare il massimo organo della democrazia della città con un’opera di Aldo Capitini, il filosofo della nonviolenza che tanto contributo ha dato alla elaborazione della teoria della partecipazione… Il concerto di venerdì non è solo un bel rito in onore dell’anno internazionale della musica, ma vuol rappresentare un segnale preciso sul tema della democrazia cittadina”.
  • “Perugia da municipio a capitale regionale”, lezione all’Università per stranieri, 26 agosto 1985
  • Dibattito a Piazza Grimana sul centro storico, 4 settembre 1985.
  • “I simili problemi di Terni operaia e Perugia “snob”. I due capoluoghi analizzati da Raffaele Rossi e Giacomo Porrazzini , “l’Unità” Elezioni, 1985.
  • “In ricordo di un rivoluzionario nonviolento”, “l’Unità” (Marcia della pace” 6 ottobre 1985)
  • La costruzione di Ponte Valleceppi. Pretola, una Villa e una Torre, Pretola 16 novembre, 1985 ( Ugolino Nicolini, Giovanni Riganelli, Raffaele Rossi)
  • Bisogna che alziamo la voce”, 19 novembre 1985, “l’Unità” Articolo Perugia guarda a Ginevra,
    “Questa mattina alle ore 10, con l’avvio dei colloqui di Ginevra, il campanone del Comune di Perugia darà il segnale alle campane dell’Umbria che suoneranno a distesa, mentre nel corso di brevi sospensioni delle attività sarà data lettura,nei luoghi di lavoro e nelle scuole, dell’ordine del giorno votato dal Consiglio comunale del capoluogo umbro…”.
  • A venti anni dal Concilio, Intervista alla Radio della Curia di Perugia, dicembre 1985.
  • “Perugia e l’Umbria: storia di un rapporto difficile. Sollecitazione per un confronto” (“Annali della Università per stranieri”, N°7 gennaio 1986).
  • Vivere la città, Perugia e la qualità dello sviluppo urbano, partecipazione e Circoscrizioni, sul traffico (Il Messaggero), 21 gennaio,1986
  • Rilancio del regionalismo, Discorso teso ad aprire una nuova stagione per le riforme istituzionali e delle autonomie locali con il coinvolgimento dei cittadini, 1986.
  • Scritti scelti di Luigi Bellini, a cura di Luigi Tittarelli Introduzione al libro, 16 aprile 1986
  • Riforme istituzionali (autonomie e riforma della finanza locale), intervento al dibattito Zangheri-Mancino, Plaza Hotel 1986.
  • Convegno sulla psichiatria, intervento, Sala della Provincia di Perugia, 1986.
    Consapevoli del valore dell’esperienza della psichiatria alternativa in Italia in Umbria, convinto che essa presupponeva e presuppone un certo tipo di società percorsa da una forte solidarietà. Necessità di una riflessione critica.
  • XX Giugno, Ricordo di Olaf Palme, Sala dei Notari, 20 giugno, 1986.
  • Sul restauro del monumento al XX Giugno. Discorso Consiglio Comunale, 30 giugno, 1986.
    A proposito della ricollocazione della tiara dopo la manomissione avvenuta nel periodo fascista.
  • “Discorso sulla città” di Raffaele Rossi, recensione di Fiorella Bartoncini, “Storia in Umbria”, Notiziario ISUC, ano IX, N°9, giugno, 1986.
  • Programma della “Festa Grande” (progetto Parco del Tevere, inaugurazione edificio “Ex-Lazzaretto”, progetto “Bartoccio – scuola”, scultura “Volo di colombi” dello scultore Pierucci in ricordo di Olaf Palme, Mostra 40° anniversario del Consiglio comunale).
  • “Che fare di Monteluce?”, Seminario di riflessione e di proposta scuola S.Croce, 20 settembre, 1986.
  • Limitazione del traffico nel Centro Storico, Relazione e conclusioni in consiglio comunale, settembre,1986
  • Vivere la città, Tavola rotonda, Perugia, 20 settembre,1986 “La città attinge la sua vera legittimità quando assume come metro di valore la condizione umana. Dobbiamo saperlo oggi che è in discussione non solo lo stato sociale, ma l’idea stesa di solidarietà umana. La città equivale a “uomini-insieme”. Ma non basta, perché molta gente di per sé non fa ancora la città. Veniamo al punto: la città è spazio organizzato, dove gli uomini formano una comunità per un progetto comune”.
  • Pro-loco di S. Sisto sull’urbanistica, Convegno ottobre,1986.
  • Sul programma e sul suono delle campane per la pace, discorso in Consiglio comunale per l’incontro di Ginevra tra Reagan e Gorbaciov, novembre, 1986.
  • Perugia e la qualità dello sviluppo urbano. Incontro col architetto Aldo Rossi, sala Brugnoli, Perugia 11 dicembre, 1986.
  • Il Gorini. “Furti e mestieri” di V. Bernardini e R. Morelli, presentazione 31 gennaio 1987
  • La profacola più bella, di Claudio Spinelli, 12 febbraio 1987.
  • The Memory be green, in ricordo di Giovanni Cecchini, presentazione dell’iniziativa con il discorso del prof. Franco Mancini, 10 febbraio 1987
  • Per il 40° anniversario dell’Associazione Artigiani,15 marzo 1987
  • Convegno sul futuro dei quartieri. Fontivegge e dintorni, conclusioni 21 marzo,1987.
  • Presentazione al Teatro Turreno della conferenza di Walter Binni “La Ginestra e l’ultimo Leopardi”, 4 maggio 1987
  • Le ferrovie contro l’isolamento, La Nazione, 21 maggio 1987
  • In ricordo del prof. Giorgio Menghini, Intitolazione del reparto di gastroenterologia all’Ospedale Silvestrini. 1987.
  • Dimissioni da vice sindaco, Cartella contenente le lettere al Partito: 10 giugno e 23 luglio:
    “Sono noti i tentativi da me compiuti già nel 1985 per non essere rieletto vice sindaco… E’ venuto il momento delle mie dimissioni. Se n’era parlato in passato, l’avevo rinviate davanti alla campagna elettorale. Ora, passato il periodo post-elettorale, ritengo che la questione debba essere risolta senza altri indugi… Ho sempre creduto alla necessità di un continuo, fisiologico ricambio, ad esso mi sono sempre attenuto e non penso di dovermi smentire adesso”.(lettera formale al Sindaco, i giornali, le numerose lettere e gli attestati di stima che anche in Consiglio Comunale furono unanimi).
  • “Corriere dell’Umbria”, “Unificare il vecchio e il nuovo”, 1987.
  • Discorso sui restauri di Palazzo Gallenga circondato dalla brutta impalcatura.
    “Palazzo di famiglia costruito tra il 1740 e il 1758 su progetto di Francesco Bianchi per la famiglia Antinori passando poi agli Gallenga-Stuart. In piazza Grimana (nome derivato dal veneziano cardinale Grimani) diventò palazzo pubblico. Prima della ristrutturazione del Grimani si chiamava Pianello del Borgo. Ora piazza Fortebraccio Vi studiò Carlo Goldoni. Come vi sorge nel 1921 l’Università per stranieri, nel 1927 corsi di etruscologia. Marinetti e il futurismo. I rettori da Astorre Lupattelli ad Aldo Capitini, a Ottavio Prosciutti. Nel 1946 aveva solo 102 studenti. Nel 1980 erano 10.873 provenienti da 109 nazioni. Nel 1931 lo studente americano Frederic Thorne-Rider di Los Angeles elargì la rilevante somma di 100.000 dollari per l’ampliamento del palazzo e consentire l’abbattimento delle casupole. Il conte Gallenga-Stuart donò la sua biblioteca, ma non pare più coltivata dai ricchi di oggi la virtù della donazione”.
  • E’ possibile ricreare la città unificando il vecchio e il nuovo”, Il Corriere dell’Umbria, 8 novembre 1987 (risposta a Adriano Gatti e all’on. Malfatti)
    “Oggi davanti ai nostri occhi c’è una città più grande, meno città dal punto di vista dei valori urbani, ma tale da far dire (lo dicono Istituti scientifici e lo riconoscono i turisti) che la qualità della vita è tra le migliori d’Italia. Ma non c’è da gloriarsene troppo perché ciò vuol dire che si sta meno peggio che altrove e perché quel processo s’è portato dietro anche errori e ritardi: i quartieri di Montegrillo e S.Sisto dove il Comune sta operando per dare una trama logica all’espansione spontanea e confusa, i borghi medioevali, spurio campus universitario ( si pensi anche alle scelte urbanistiche dell’Università), in bilico tra degrado, recupero, abbandono e ritorno di residenti, il problema della viabilità poiché i processi di urbanizzazione non si sono sempre accompagnati ad opere viarie adeguate… Come in tutte le grandi fasi di transizione e di rinascita della lunga storia di Perugia (conterà) la capacità creativa dell’intera città”.
  • Ad un anno dalla scomparsa: Bruno Orsini, un’educatore tra tradizione e rinnovamento, 3 dic. 1987. Discorso in ricordo di un amico fraterno. Poesia in dialetto perugino che Bruno mi aveva inviato il 14 settembre 1984.
  • La proposta del Consiglio Grande (Il Consiglio sulla grande viabilità). Discorso, 18 dicembre 1987.
    “… Ci troviamo dinanzi a due fenomeni: alla crisi della rappresentanza che indebolisce le forze politiche, quelle sindacali, le stesse istituzioni, e a nuove domande di rappresentanza che non possono rimanere inascoltate e lasciate ad una sterile contrapposizione… La proposta del Consiglio Grande tenta di costruire una sede di confronto per tutta la complessa realtà sociale, per le idee e le proposte che essa esprime… Occorre partire da una idea guida. La città deve essere pienamente uno spazio fisico da vivere e non semplicemente da usare. Il traffico, nemico della condizione urbana, è in continuo aumento… Invece di rincorrere l’aumento continuo del traffico privato con altre strade che chiamano altre macchine, si può prendere in considerazione il passante ferroviario Ponte S. Giovanni - S. Anna – Fontivegge - S. Sisto che può funzionare da metropolitana. Alcune città hanno conservato il servizio tranviario e si orientano a potenziarlo”.
  • Proposta di un gruppo di lavoro sui problemi della città, Perugia, 11 gennaio 1988.
  • Uno schedato politico, di Clara Cutini su Aldo Capitini, presentazione, febbraio 1988.
  • “Quale patrono? Ercolano, un simbolo”, “La Nazione”, 5 marzo 1988.
  • Sulla questione ambientale, discorso 1988. La questione dell’ambiente, esemplare per capire le ragioni dei ritardi e delle difficoltà della sinistra.
  • Sulla riforma istituzionale, discorso, 1988
  • Un simbolo di libertà. Storia del Monumento al XX Giugno, Editoriale umbra, Foligno 1988.
  • Giuliano Innamorati: un impegno per la città, discorso tenuto il 28 giugno 1988 al Cimitero di Perugia, in occasione del funerale di Giuliano Innamorati, “ Il commento”,7, luglio 1988
  • Per la istituzione di un servizio buxi-navetta. Interrogazione al sindaco con l’intento di migliorare la mobilità nel centro storico, soluzione adeguata alla particolare natura di esso.
  • Per il 40° anniversario del sindacato pensionati, discorso, Perugia 1988
  • “Guida illustrata di Perugia” di Rossi-Scotti, Presentazione per la ristampa novembre 1988.
  • Che fare di Monteluce, Seminario, Grafiche Bovini, Perugia 1988.
  • Introduzione alla ristampa della “Guida illustrata del conte G.B. Rossi Scotti”, Tipografia Perugina, Perugia 1988
  • La società regionale tra Otto e Novecento, due lezioni, i democratici dell’Ottocento, corso ENDAS, Facoltà di Magistero , 22 aprile 1989.
  • La città ecologica, seminario di studio, sala del Consiglio provinciale, aprile, maggio, giugno, 1989.
  • Consiglio Grande e idea di città, Appunti, 1989.
  • Tra vecchio e nuova alla ricerca di una identità, 2 giugno,1989
  • Come realizzare una più grande Perugia, “Corriere dell’Umbria”, 18 giugno 1989
  • “Perugia tra passato e presente”, “Chivanis Club Perugia”, Colle della Trinità, 31 maggio 1989, anche ai Layons, Hit Hotel, 27 ottobre 1989.
  • Pedonalizzazione e recupero architettonico della vecchia Piazza del Sopramuro. 22 0ttobre,1989.
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