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Indice di scritti e discorsi sul tema della città.

anni 1970/1979

  • Alcune note per un dibattito sul problema dell’Ente Regione in Umbria, Quaderni di “Cronache umbre” N°1, gennaio 1970
  • Articolo sul problema della Regione, “La rivendicazione”, Città di Castello, 1970.
    “Venti anni dopo” potrebbe essere il titolo non di un romanzo alla Dumas, ma della storia della Regione, iniziata alla fine del 1947 con l’approvazione della Costituzione, di cui una norma transitoria fissava entro il primo gennaio 1949 le elezioni per i Consigli regionali.
  • L’Università a Terni, “Cronache umbre”, a. XVII, nuova serie, n. 1-2, 1971
  • L’Umbria nella Resistenza, Introduzione, Editori Riuniti, Roma 1972.
  • Se Papigno chiude senza contropartite, Valnerina parco della miseria, “Cronache umbre” Quindicinale,, dicembre 1972.
  • Pluriclassi, tutti insieme disordinatamente, “Cronache umbre”,Quindicinale, dicembre 1972.
  • Il Comune di Avigliano. Oltre il campanile, “Cronache umbre” Quindicinale, a.I, n. 7, 10 maggio 1973
  • La Regione Umbra e i suoi rapporti con i Paesi stranieri da un punto di vista culturale e linguistico, Comunicazione al 62° Congresso della Società Dante Alighieri, Perugia 31 agosto - 3 settembre 1974, in ”L’Italiano come lingua di cultura, oggi”.
  • “Nuovi comuni o comuni nuovi?”, “Cronache Umbre”, N°12, 14 ottobre, 1974. La creazione del Comune di Avigliano obbligava a riflettere sul duplice problema del localismo umbro da respingere e, però, anche della richiesta di autonomia per ripensare la tradizionale struttura amministrativa.
  • “L’ Umbria e gli studenti stranieri”, “Cronache Umbre”, N°12, 29 marzo 1975.
  • Sull’obiezione di coscienza. Don Milani su “L’obbedienza non è più una virtù”, Dibattito alla “Fonte Maggiore”. 1975.
  • Discorso di inaugurazione del Consiglio comunale, 16 luglio 1975.
    …Credo che il passato può essere compreso soltanto con gli occhi del presente…si può essere nella storia se si è nella vita del proprio tempo, se cioè si interpreta il passato per capire la propria realtà e per trasformarla….Un persistente centralismo tenta di burocratizzare le Regioni e impedire che esse costituiscano il mezzo per una moderna riforma democratica dello Stato. Occorre dare nuovo impulso al movimento autonomistico…
  • Articolo di Presentazione di “Cronache Umbre” nuova serie, gennaio- febbraio 1976, p.3-5
  • Una Perugina che è sempre meno perugina, “Paese Sera”, 13 febbraio 1976.
  • Scienza cultura democrazia per un nuovo sviluppo dell’Umbria e del Paese, Teatro Morlacchi, relazione di Raffaele Rossi e conclusioni di Pietro Ingrao, 27-28 marzo 1976
    “…Il problema che ancora ci si pone è se dobbiamo essere condannati, sotto i pesanti contraccolpi della crisi generale del Paese, al ruolo di custodi delle testimonianze di un’antica civiltà oppure se possiamo essere protagonisti d’un nuovo sviluppo economico, sociale, culturale, che fa vivere il proprio passato nell’unico modo rivoluzionario che è possibile: quello di creare nuovi valori e nuova storia…Sul piano teorico, oltre alle malevoli deformazioni, ci sono fraintendimenti dovuti anche da nostri ritardi nella cosiddetta battaglia delle idee. C’è ad esempio una rappresentazione di comodo del marxismo come dottrina immobile, specie di filosofia della storia se non proprio di una religione. Il marxismo può essere uno strumento di lettura della società capitalistica, uno strumento che interpreta la realtà ed agisce per trasformarla. Non ci serve un corpo di precetti immobili per comprendere i gravi, complessi fenomeni della realtà italiana. Con queste posizioni possiamo essere in compagnia di Gramsci che ha lasciato una testimonianza antidogmatica e creativa, una visione antimetafisica e circostanziale della storia, con il Labriola che nella praxis si sforzò di eliminare “la volgare contrapposizione tra pratica e teoria, anche con quel Lenin che alla teoria, quando essa si faceva “grigia” contrapponeva “l’albero eterno della vita”, con il Marx antidogmatico (ci sono due Marx e tanti marxismi) che considerava l’ideologia un pensiero alienato quando non verificava più la sua validità sul piano umano e sociale”.
  • Crisi alla “Perugina”. Discorso in Consiglio Comunale e all’assemblea di fabbrica. 1976
  • “Funzioni della Regione” Seminario degli insegnanti della scuola media di Pozzuolo, 16 ottobre 1976.
  • La storia dell’ultimo trentennio in Umbria: proposta per una periodizzazione, “Cronache umbre”, a. I, n. 8, novembre 1976
  • Verifica al programma del Comune di Perugia, discorso in Consiglio Comunale, Giugno 1977.
    Il discorso muoveva dal clima nazionale (il contestato “compromesso storico”, non certo un idillio, ma il tentativo di offrire una via di uscita alla crisi politica del Paese) affinché si trovassero le basi del confronto e delle intese nell’interesse della città
  • La storia della “Terni,: il ruolo della classe operaia, della città e del suo territorio, “Ipotesi, n. 2, Ancona 1977.
  • Le lotte mezzadrili in Umbria: le ragioni di un insuccesso, “Ipotesi”,n.1, Ancona 1977.
    Città e campagna, un rapporto inscindibile nella storia delle città in Umbria. E’ la ragione per cui non si è potuto ragionare di città indipendente da quel rapporto, che è stato di comando e di dominio dalla città sulla campagna, tuttavia in una relazione ambivalente, tanto che la campagna ha contato nel determinare la vicende urbane. Una particolare attenzione si è rivolta al problema della mezzadria, alle lotte per la sua riforma, alle conseguenze che il suo dissolvimento hanno avuto sui caratteri e sul nuovo modello di città che ne è conseguito .
  • L’intesa al Comune di Perugia, “Cronache umbre”, a. II, n. 5, ottobre 1977
  • Discorso in Consiglio Comunale sul rapimento dell’on. Moro, 11 maggio 1978.
  • Dai COS ai Consigli di quartiere, discorso ripreso in Consiglio comunale dalla televisione. 1978.
    “Se mettete riferimenti temporali ai COS e ai Consigli di Circoscrizione vedete che le date segnano due periodi, il 1944-47, cioè la stagione della Liberazione, della grande tensione ideale e morale, delle grandi speranze di rinnovamento, e gli anni Settanta con il rollo delle ipotesi sulle sorti progressive del neocapitalismo, del fallimento della politica costruita sugli ostracismi di tanta parte dei lavoratori e delle forze di progresso… Parlo di periodi e cose diverse che non si prestano a facili e superficiali paragoni. Tuttavia è significativo il fatto che la città di Capitini e dei COS è stata tra le prime ad attuare i Consigli di quartiere, espressione del libero volontariato ben prima di questi tentativi per trasformarli nelle istituzioni dei Consigli di Circoscrizione”.
  • Il PCI in una regione rossa, Intervista di Renzo Massarelli, Grafica, Perugia 1975 (recensioni di “l’Astrolabio”; “Movimento operaio e socialista”; “Segno critico”; Lettera di Francesco Bogliari; “Dibattito in piazza”a S. Venanzo, 29 luglio 1978).
  • Regione e Università, “Mondo umbro”, n. 1, p.27, 1979.
  • Relazione al Congresso regionale a Spoleto sulla questione urbana, 1979.
  • Università a Terni: indicazioni e prospettive, “Mondo umbro2, pp 44 48, 1979.
  • Università a Terni? Solo se sarà centro di ricerca, “l’Unità”, 27 ottobre 1979.
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