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Indice di scritti e discorsi sul tema della città.

anni 1950/1959

  • Saggio sulla città, (incompiuto), 1951.
    Confutavo un diffuso luogo comune, quello di una città borghese priva di una apprezzabile presenza operaia. Scrivevo: “Sarebbe Perugia una strana città con poche industrie e pochi operai, popolata da gente speciale che sogna sui bei panorami e contempla le pietre antiche, ove i problemi della lotta per una vita migliore dovrebbero porsi in modo del tutto particolare o, meglio, non dovrebbero porsi per niente”. Le cifre che citavo dimostravano che in una città di 40.000 abitanti lavoravano nelle fabbriche cittadine, senza contare i dipendenti di un centinaio di aziende artigiane, circa 6000 operai, di cui più di 3000 donne. Da questa constatazione andavo ponendo un problema, sul quale sarei tornato molti anni dopo con l’idea de “ La più grande Perugia” (è anche il titolo di una collana di libri), di una visione più ampia che comprendesse le aree dei “Ponti” e dei paesi della periferia operaia.
  • Relazione sulla città con esplicito riferimento alla “Più grande Perugia”, 1953.
  • Discorsi in Consiglio Comunale sul Piano Regolatore Generale, 16 e 27 settembre 1954.
    … Un’impostazione estremamente democratica che dovrebbe consistere in questo: nomina di una commissione tecnica ristretta composta da membri autorevoli, fortemente competenti, che ci mettano al passo con le esperienze moderne, che non ci diano dei castelli in aria, ma la possibilità di un Piano attuabile. Dobbiamo poi nominare una larga commissione di orientamento in cui gli elementi consiliari siano in maggioranza perché sia investita la responsabilità di tutto il Consiglio comunale. Questo non si deve sostituire, né intralciare l’opera dei tecnici, ma essere in grado di esercitare quella specie di filtro nel corso di un contatto profondamente democratico tenendo conto di tutte le esigenze, da coloro che vivono nel tugurio agli industriali, ai problemi dell’Università, insomma alle esigenze più varie e contraddittorie, compiendo il necessario vaglio in base agli interessi generali.
  • Perugia 1941, “Cronache umbre”, 9 dicembre 1954.
  • Eredità del XX Giugno, “Cronache Umbre”, a. II, 17 giugno 1955
  • Per una politica di Piano, (“Cronache umbre”,7 dicembre 1959, “I comunisti umbri, scritti e documenti”, 1944-1970, p. 287).
    Nel maggio si tenne a Terni per iniziativa dei due Consigli provinciali dell’Umbria, un convegno economico… Il “nuovo” di questo convegno può essere individuato nei due elementi che ne hanno caratterizzato i lavori: il legame, non artificiale ma economicamente e storicamente valido, stabilito tra la situazione dell’Umbria e quella delle regioni dell’Italia centrale e una più giusta valutazione delle differenze tra quest’ultime e le regioni meridionali; l’affermarsi dell’esigenza di una programmazione dal basso che si contrapponga alla linea del centralismo burocratico e che, fornendo un piano organico di sviluppo economico regionale, concorra alla determinazione di una nuova politica economica per l’intero Paese.
  • Regione umbra e problema delle alleanze, “Rinascita”,n. 12, dicembre, 1959.
    “L’ente regione si colloca nel quadro della lunga lotta contro la degradazione economica, come strumento di libertà e di rinascita. Non è problema solamente umbro, di campanilismo regionale, ma problema nazionale che si vuole risollevare con nuova forza dando ad esso una base solida: la consapevole e attiva partecipazione delle popolazioni. Per questo l’iniziativa umbra prende l’avvio con due atti fondamentali: il convegno delle province dell’Italia centrale e la raccolta delle firme per la presentazione della proposta di legge d’iniziativa popolare”.
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