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Nell’archivio sono presenti quasi trecento titoli di scritti vari sul tema della città a dimostrazione di quanto intenso e prolungato sia stato il suo impegno, sia sul piano storico che su quello relativo all’aspetto politico e amministrativo.

Si può citare l’inizio della Premessa al libro “La città La democrazia” (Edimond 2009):

Il titolo di questo mio lavoro propone la città come metafora del mondo, come elemento essenziale della civiltà umana nei tempi lunghi della storia. Ragionando sulle carte del mio archivio scopro una obbligata ripartizione di argomenti in cui città, storia e politica li comprendono tutti, definendo in tal modo tre fondamentali ambiti di studio e di esperienza in una stretta relazione tra di loro: la città, intesa come civitas, totalità umana è il risultato della storia, cioè della complessità e della contraddizione della vita sociale, in cui il civis è protagonista della vita della polis nel doppio significato di città e di politica.
Ma perché l’attenzione oggi alla città? Perché la “nicchia ecologica” della specie umana dove essa ha sviluppato il massimo delle sue potenzialità si sta degradando in conseguenza di progetti tecnocratici non sempre al servizio di un progetto collettivo. E’ per questa ragione che associo nel titolo all’idea di città quella della democrazia, come richiamo obbligato nel momento in cui il rapporto tra l’uomo e il suo spazio di vita si realizza nella città a seconda del grado e della qualità di democrazia, con cittadini consapevoli e civilmente colti. Questa è la condizione essenziale per la democrazia perché in assenza di ciò può esserci (e nella storia c’è stata) anche la dittatura della maggioranza
”.
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