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Scritti su "Umbria Contemporanea"

Umbria Contemporanea
  • “L’Unità umbra”, “Umbria contemporanea” N°1, 2003
  • “Il potere nel Novecento”, “Umbria contemporanea” N°1, 2003
  • “La diffusa cultura del riformismo ”, “Umbria contemporanea” N°2, 2004
  • “Umbria Contemporanea”, Rivista di studi storico-sociali, Presentazione, Perugia, Sala del dottorato Chiostro di San Lorenzo, 9 marzo 2004.
  • L’idea di città e di società nei Piani regolatori delle città umbre degli anni Cinquanta-Sessanta”, Tavola rotonda, “Umbria Contemporanea”, Perugia, giugno 2004.
    Al 30 giugno 1966 erano dodici i Comuni obbligati per legge a redigere i Piani regolatori. Si tratta dei maggiori e cioè Assisi, Orvieto, Perugia, Terni, Città di Castello, Foligno, Gubbio, Narni, Spoleto, Todi, Passignano, Nocera. Ad essi si aggiunsero Comuni non obbligati per legge come Corciano, Magione, Umbertide e poi Gualdo Tadino, Spello, Bastia e i rimanenti Comuni del Trasimeno. E’ una notevole novità nella vita della società umbra. C’è una visione meno localistica perché sono gli stessi anni in cui avviene l’esperienza della programmazione economica, nel clima del regionalismo, di uno slancio riformatore che dà più concreto significato all’unità umbra, per altro sempre molto precaria. (…) Nel quadro generale c’erano differenze, ad esempio tra l’esperienza di Terni e quella di Perugia. (…) Terni aveva avuto il Piano regolatore nel 1934, era stata distrutta dai bombardamenti e nel 1945 aveva fatto i lPiano di ricostruzione, che tra il1955 e il 1960 elaborava un nuovo Piano ( a proposito di lunghe procedure, ebbe l’approvazione ministeriale soltanto nel 1968) per l’opera di Mario Ridolfi, “architetto prestato all’urbanistica, orientato a ridisegnare tutta la città otto-novecentesca.(…) Pongo una questione conclusiva che mi pare fondamentale. In che misura l’esperienza dei Piani regolatori ha riguardato quasi esclusivamente lo spazio urbano in una interpretazione urbanocentrica e non anche quello del territorio con i suoi valori ambientali, culturali, umani. A livello parlamentare si sta discutendo una legge che punta a vanificare l’indirizzo strategico pubblico, facendo di esso soltanto un contraente davanti ai grandi interessi privati. C’è allora materia per interrogarci seriamente sul destino delle città e, in particolare, dei centri storici, proiettati verso una crisi che appare irreversibile.
  • “Umbria plurale nell’Italia mediana” “Umbria Contemporanea”, N°4, giugno 2005.
  • “Umbria dall’incerto futuro negli articoli di “Umbria Contemporanea”, “Corriere dell’Umbria”, 20 giugno 2005
  • “Quella eterna sfida”, N°6 di “Umbria Contemporanea”, N°4 “Il Messaggero”, 12 aprile 2006
  • “Dall’isoamento all’integrazione: strade, ferrovie, sviluppo, ambiente” “Umbria Contemporanea”, N°6, giugno 2006.
  • “Tra equilibrismi e palude” “Umbria Contemporanea”, N°6, giugno 2006.
  • “Infrastrutture e sviluppo”, “Ruggero Grieco e il riformismo”, “Equilibristi sul pantano” “Umbria contemporanea”, N°6, giugno 2006.
  • Ripensare l’Umbria: isolamento, integrazione, infrastrutture, Presentazione N°6 di “Umbria Contemporanea”, (R.Rossi, S: Camicia, S. Panfili), Biblioteca San Mariano, 27 ottobre 2006
  • Presentazione di “Umbria Contemporanea” N°5, Centenario CGIL, 7 dicembre
  • strong>“IL paesaggio tra percezione estetica, territorio e società”, “Umbria Contemporanea”, N°8, giugno 2007
  • “Geminario: poesie tra lingua e dialetto”, “Umbria Contemporanea”, N°8, giugno 2007.
  • Presentazione del n. 10
  • 11, la religiosità, dicembre 2008
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